PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Condivisione di strategie e tecniche di trading

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nagsul
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PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 19:54

Nel lontano maggio 2018 annunciavo di lavorare ad una strategia ispiratami dai fondamentali del Triple Way di Fabrizio. Nessuna discrezionalità ma solo gestione delle trade.
Oggi decido di condividerla, nella sua semplicità.

Anzitutto qualche premessa.

Parliamo di carry trade; una pratica speculativa nel trading sul Forex che permette di guadagnare sul differenziale tra i tassi di interesse e la quotazione delle coppie di valute.

Il carry trade è una particolare tecnica di trading che guarda al differenziale tra i tassi di interesse di due paesi come fonte del proprio guadagno.
Diffuso nel periodo pre-crisi, il carry trade consiste nell'indebitamento in strumenti o valute a basso tasso di interesse con lo scopo di investire in valute o strumenti ad alto interesse, intascando così lo spread tra i tassi di interesse.

In generale questa tipologia di trading è dipendente dal tasso di cambio attuato tra le valute scelte che può essere soggetto a variazioni nel tempo e quindi condizionare, in maniera positiva o negativa, i nostri guadagni nel tempo.

Per molti anni la valuta di riferimento per il carry trade è stata lo Yen giapponese, visto che nel paese del sol levante i tassi per lungo tempo sono stati prossimi allo zero, ed ora persino negativi, ma oramai l'euro è tendente allo zero da alcuni anni

Questa tecnica per consentire valori di profitto sensibili tra i tassi di interesse, deve fare affidamento all'utilizzo della leva, che ci permette di operare con somme superiori alle nostre disponibilità, potrà sembrare strano, ma opero in clima Esma, con leva 30, questo riduce di certo le possibilità di profitto ma consente una serena armonia con il money managent che sottosta.

Ma quali sono le prospettive di guadagno e i rischi associati a questa particolare tecnica di trading?

In pratica, nel carry trade, ’investitore prende in prestito una valuta con un tasso di interesse basso e utilizza i fondi ottenuti per comprarne un’altra dal tasso di interesse più alto. Come se prendessi una casa in affitto in un paesino della bassa padana e potessi traslarla ed affittarla in centro a Milano.

I margini di guadagno sono quindi direttamente proporzionali alla differenza tra i tassi di interesse delle valute scelte, questa sarà la nostra fonte di guadagno. Tramite l’utilizzo della leva, ovviamente, sarà possibile ampliare i margini di guadagno, che altrimenti rimarrebbero limitati a poche unità percentuali.

Dunque il primo passo è quello di individuare una valuta che presenta tassi di interesse minimi, il più vicini possibile allo zero. Lo yen appunto, o, nel mio caso, l'euro o il dollaro. Quindi prenderemo in prestito una certa quantità di quella moneta, la cui detenzione avrà per noi un costo molto basso, corrispondente proprio al suo tasso di interesse e con il denaro così ottenuto andremo ad investire in un’altra valuta che, in questo caso, dovrà avere il tasso di interesse più alto possibile.

Scelta la seconda valuta si effettuerà un cambio tra le due, potendo così puntare all'acquisto di strumenti che offrano un rendimento e siano negoziabili con la seconda valuta.

È importante sottolineare che la scelta delle due valute, ovvero dei rispetti tassi di interesse, è bene che avvenga non solo in base al valore assoluto dei tassi, ma anche guardando al trend di variazione tenuto dalle banche centrali delle rispettive aree.

Una politica monetaria che stia procedendo ad un ribasso continuato dei tassi di interesse indica nella scelta della valuta di quell'area un'ottima soluzione vista la prospettiva temporale dell'investimento, orientato sul medio/lungo periodo.
A questo punto il rendimento che si otterrà sarà esattamente pari alla differenza tenuta dai tassi di interesse delle due valute, ovvero dal costo della prima rispetto al rendimento della seconda, al netto del rischio legato al tasso di cambio.

EDIT: testo tratto liberamente dal web e rimaneggiato
Ultima modifica di nagsul il 06/10/2019, 19:57, modificato 1 volta in totale.

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nagsul
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Il rischio

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 19:56

Il rischio del tasso di cambio
Il carry trade vede nell'andamento del tasso di cambio un elemento di forte rischio.
Il rischio, in questo caso, è da intendere come neutrale: esso potrà portare, allo stesso modo, a guadagni o a perdite aggiuntivi.

Tra quando si effettua il primo cambio delle valute e, nel momento in cui si chiude l'investimento, si dovrà cambiare di nuovo il denaro nella valuta originale, si è inevitabilmente soggetti al tasso di cambio.
Il tasso di cambio varia con il tempo e la sua variazione potrebbe ricoprire un peso maggiore rispetto al differenziale dei tassi di interesse.

Un apprezzamento o un deprezzamento del tasso di cambio durante il periodo di investimento potrà quindi condurre ad una perdita o ad un guadagno, sulla base della valuta che si è detenuta.

Ma facciamo un esempio:
Prendiamo ad esempio come valute il dollaro americano e lo yen, come tasso di cambio il loro incrocio dollaro-yen e come periodo il 2005.
Da gennaio a dicembre di quell'anno il differenziale tra i tassi di interesse delle due aree si è tenuto in media sul 3,25%, con il Giappone che pratica ormai da decenni tassi di interesse prossimi allo zero.

Questo vuol dire che un carry trade effettuato in questo periodo avrebbe portato ad un guadagno del +3,25% sul capitale investito. Utilizzando una leva di 1:10 il guadagno sarebbe arrivato a più del 32%.

Il tasso di cambio dollaro-yen nello stesso periodo, ha seguito il seguente andamento:

Da inizio a fine anno si è apprezzato del +19%.
Un apprezzamento del cambio dollaro-yen porta vantaggi ai possessori di dollari, ovvero proprio al nostro caso.

Il guadagno totale maturato, quindi, vedrà un ulteriore incremento del +19% arrivando al +22,25%. In caso di utilizzo della leva 1:10 si sarebbe arrivati ad un guadagno totale del +220%.

È bene sottolineare come la variazione importante vissuta dal cambio dollaro-yen potesse, allo stesso modo, divenire svantaggiosa e trasformarsi in una perdita altrettanto importante.

Questo evidenzia i grandi rischi legati al tasso di cambio.
È quindi necessario trovare abbinamenti di valute il cui cambio sia il più stabile possibile e tenere sempre d’occhio il suo andamento sul Forex, così da avere sempre il controllo su dove la tecnica di carry trade potrà condurci.

EDIT: testo tratto liberamente dal web e rimaneggiato

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I vantaggi

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 20:12

Utilizzare le valute come strumento per il carry trade può essere davvero un buon affare grazie a 2 componenti fondamentali:

l’esistenza di ampi spread sui tassi tra alcune valute,
l’alta leva finanziaria disponibile.

Poniamo di acquistare valuta cinese (interesse al 4,35%) contro Euro (interesse allo 0%) con un capitale investito di 1.000€ e leva 1:100. In questo caso con 1.000€ controlliamo un capitale di 100.000€ su cui riceviamo un interesse annuale del 4,35%, ovvero 4.350€ l’anno, il 435% del nostro capitale.

Per quanto detto fin qui il carry trade sembrerebbe la soluzione a tutti i problemi finanziari personali...in realtà non è proprio così, in quanto come tutte le forme di investimento remunerative esistono rischi di perdere denaro oltre che di guadagnarlo.

Nello specifico la posizione long aperta sulla valuta cinese, nel caso in cui il prezzo dello yuan si svalutasse contro l'euro, potrebbe perdere più di quanto rende in termini di interessi, rendendo l’intera operazione non profittevole.

In questo senso c’è da dire che il carry trade in qualche modo si autoalimenta: se lo spread tra i tassi permane o si amplia ci saranno sempre più soggetti che useranno queste valute per il carry trade, spingendo in alto lo yuan ed in basso l’euro e generando profitti da movimento sui mercati oltre che dal tasso di interesse (inoltre trattandosi spesso di mercati emergenti, essi sono suscettibili di forti volatilità.)

Ovviamente, di tanto in tanto, la bolla esplode e moltissimi soggetti vengono letteralmente spazzati via dal mercato. Quindi, anche se stai attuando una strategia di carry trade, fissa comunque uno stop alle perdite che sei disposto a sostenere, limitando ovviamente di conseguenza i possibili profitti.

Per operare nei mercati valutari servono grande capacità gestionale sul piano personale e tanta voglia di apprendere e rimanere costantemente alla ricerca di aggiornamenti. La formazione, come in tutti gli ambiti lavorativi, è fondamentale e deve essere costante nel tempo.

E' basilare comprendere le dinamiche che orientano i flussi finanziari mondiali. Il tutto è influenzato dai dati macroeconomici delle diverse Nazioni e dalle variazioni dei tassi di interesse determinati dalle banche centrali. Questo meccanismo offre un quadro dettagliato delle percezioni dei mercati e dei procedimenti di riassestamento che li regolano.

Ovviamente se la banca centrale del Paese in cui abbiamo puntato riduce i tassi di interesse la strategia può naufragare. L’aumento dei tassi invece incrementa i rendimenti favorendo i carry trader ma rendimenti meno elevati assottigliano i margini per chi vuole applicare la medesima strategia. Alla luce di questo esempio si può comprendere la motivazione che spinge i trader a scegliere i cambi più stabili, le monete con maggiore affidabilità e ricorrere con frequenza agli stop loss.

I rapporti valutari si inseriscono nelle politiche nazionali e le manovre dei carry trader favoriscono un riposizionamento dei mercati su rapporti di maggiore equilibrio.

Sfruttare le valute per il carry trade può risultare profittevole grazie all’esistenza di ampi spread sui tassi tra alcune valute e agli alti leverage disponibili. Ma, come tutte le forme di investimento, non bisogna sottovalutare i rischi di perdere soldi.

Ci sono momenti particolari in cui si verificano fatti eccezionali che penalizzano in maniera drastica chi opera nei mercati finanziari. Se si sta praticando una strategia di carry trade, bisogna sempre stabilire uno stop alle perdite sostenibili, limitando chiaramente i possibili guadagni. Ma bisogna fare prevalere il giusto equilibrio. La comprensione di questi meccanismi passa sempre dalla pratica. Solo operando si può trovare riscontro ai concetti esposti.

Attenzione, non dovete prendere posizione su un carry trade in un momento qualunque. In effetti gli indicatori di tendenza giocano qui un ruolo fondamentale poiché l’utile registrato dal differenziale dei tassi può facilmente essere schiacciato dalle perdite generate da una tendenza troppo forte. Bisogna quindi seguire attentamente l’andamento del vostro cross in modo che la vostra chiusura di posizione non provochi un deficit.

L’ideale è di scegliere un periodo di stabilità che limiterà fortemente i rischi corsi o un periodi di tendenza favorevole che aumenterà ancora i vostri benefici.

Per evitare ingenti perdite dovute ai tassi di cambio, è essenziale sorvegliare da vicino i livelli di volatilità, le spese applicate dai broker ma anche e soprattutto disporre di un capitale molto importante. Il Carry Trade è in effetti riservato ai trader che dispongono di un fortissimo capitale d’investimento perché può capitare che si riveli troppo poco redditizio sul lungo termine.

EDIT: testo tratto liberamente dal web e rimaneggiato

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Re: PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 20:17

Ma veniamo a noi, anzitutto la situazione attuale, con uno storico parziale degli ultimi due mesi, su una parte di sistema. Poi passiamo alla spiegazione
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Re: PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 21:13

La mia scelta è caduta sulla lira turca, i tassi applicati nel giugno 2018 salirono al 16%, in seguito al miracolo economico del presidente Erdogan che con le sue politiche di infrastrutture pubbliche aveva portato una crescita dell'economia. La crescita per quanto sorprendente ( +7,4% nel 2017), non poggiava su solide fondamenta. Proprio per questo il presidente turco aveva deciso di anticipare – addirittura di un anno e mezzo – le elezioni fissandole al 24 di giugno, accorpando per giunta in un solo giorno le legislative alle presidenziali. Una mossa che probabilmente rispondeva alla speranza di essere riconfermato, e consolidare il potere grazie a un referendum che trasformava la Turchia in un repubblica presidenziale, prima che il peggio si avverasse. Il peggio tuttavia si avverò, la lira turca, infatti, continuò a precipitare (-19% nel mese precedente e -34% in un anno). E quando ha toccato i minimi storici sul dollaro, perdendo il 5% in una giornata, la Banca Centrale, fino a quel momento attenta a non urtare la sensibilità del presidente, non poté far altro che alzare i tassi di 300 punti base al 16,5 per cento.

Un tasso del genere era allettante, per quanto non si sapeva dove il crollo della lira si sarebbe fermato. I tassi nel settembre 2018 salirono al 24%.
A fine marzo 2019, dopo due settimane in cui il venerdì la valuta perse sino al 5%, la banca americana JP Morgan aveva invitato i suoi clienti a disinvestire le posizioni in lire turche, facendo scattare l’allarme nel governo, il quale si sentì minacciato alla vigilia di un importante appuntamento elettorale.

All'improvviso, nessun investitore straniero mercoledì ha avuto la possibilità di accedere alle lire turche. Nessuna banca locale le vendeva e i tassi “swap” overnight, quelli che si applicano sui prestiti in valuta locale per le poche ore che trascorrono dalla chiusura degli istituti alla successiva riapertura, sono letteralmente esplosi dal 24% al 1.338%, il segno di un prosciugamento totale di questo mercato.
All'inizio ufficiosamente, dopodiché lo ha ammesso lo stesso il governo, si è sparsa la voce che Erdogan abbia ordinato alle banche turche di non vendere “nemmeno una singola lira” agli investitori stranieri, così da impedire loro di scommettere contro il cambio.

Quando i tassi sono impazziti, il governo ha ammesso il blocco delle operazioni, ma ha rassicurato che sarà “temporaneo”, anche se ha avvertito che pure in futuro lo applicherà, nel caso in cui dovesse ritenere necessario preservare la lira turca. In sostanza, a quanti abbiano scommesso al ribasso contro la valuta di Ankara è stato negato l’accesso ad essa, con la conseguenza che le posizioni non hanno potuto essere chiuse.

A questo punto, chi ha potuto ha disinvestito gli assets in valuta locale, come azioni e obbligazioni, così da accedere alle lire. Il risultato è stato l’impennata dei rendimenti sovrani e il crollo della Borsa di Istanbul, il cui indice principale ha perso il 5,7% in una sola giornata.
A dire il vero, il “sell-off” ai danni della lira potrebbe non essere stato scatenato nemmeno dal report negativo della banca USA, quanto dai dati raggelanti provenienti dalla stessa banca centrale turca, le cui riserve valutarie risultano diminuite di 9,9 miliardi di dollari nelle prime 3 settimane di marzo, scendendo a 24,9 miliardi.

Questa la sorpresa che ritrovai nel mio conto
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Re: PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 21:23

Nei forum stranieri in diversi mi davano del pazzo ad investire nella lira, il rischio era ovviamente importante. E c'è stato un periodo in cui effettivamente il margine disponibile è calato a livello di allerta, ma grazie alla forte capitalizzazione e alla scelta di un broker che accredita direttamente il tasso tom-next, sono bastati pochi mesi per ritrovarsi con le spalle abbastanza coperte, da prossimi possibili crolli

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Re: PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Messaggio da nagsul » 06/10/2019, 21:41

Non volendo rischiare con le follie di Erdogan, e per diversificare, ci sono altre valute da cui mi aspetto uno slancio importante nei confronti del dollaro USA o euro. Questo significa che tenere in mano altre valute che restituiscono tassi di interesse molto più alti può essere vantaggioso per noi. Ci sono anche banche del mondo emergente che hanno disperatamente bisogno di dollari o di euro e pagherebbero profumatamente per questo. Anche in questo caso, c'è il rischio che l'istituzione stessa non sia altrettanto solida, ma in molti casi è possibile trovare banche supportate da banche più grandi o da facoltosi uffici familiari.

Ci sono due tipologie di rischi, il rischio istituzionale: quindi eventuali crisi di governo, quello che sta accadendo in Turchia oppure la crisi del Venezuela di qualche mese fa, dove il denaro, a causa del governo, valeva quasi niente e per prendere un pezzo di pane non ti bastavano due valige.
ed il rischio valutario: non è nient'altro che il rischio relativo alla possibilità che variazioni dei tassi di cambio tra due valute portino ad una perdita del potere d'acquisto della moneta detenuta e alla conseguente perdita di valore dei fondi detenuti.

Un portafoglio misto di MXN, ZAR, TRY, Real brasiliano (BRL), Rublo russo (RUB), Rupia indiana (INR), Renminbi (CNH), Rand sudafricano (ZAR) è un buon assets

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carlo10
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Re: PACCT Erdogan seni seviyorum - carry trade

Messaggio da carlo10 » 07/10/2019, 7:10

nagsul, complimenti per l'intuizione sulla lira turca.
Personalmente non pensavo che lo swap lato broker potesse schizzare in quella maniera.

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