Hedging e Portafoglio Neutrale (strategia con spunto Triple Way) richiesto parere Fabrizio ed esperti

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gmv20889
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Hedging e Portafoglio Neutrale (strategia con spunto Triple Way) richiesto parere Fabrizio ed esperti

Messaggio da gmv20889 » 18/06/2017, 15:45

Buonasera a tutti amici di Forex Up, sono un nuovo utente che ha seguito con particolare attenzione il thread “Triple Way” e vorrei proporvi una strategia che trae spunto da quest’ultimo.
Leggendo, seppur in maniera incompleta le pagine della discussione, ho notato l’assenza di una strategia veramente canonizzata, senza quindi una veste matematica che permetta di individuare bene i rapporti di causa ed effetto tra tutte le variabili che andiamo a considerare.
Quello che vorrei proporvi, e dico proporvi perchè non l’ho ancora testata e potrebbe anche essere un totale buco nell’acqua, è uno schema preciso basato in parte sugli interessanti concetti espressi da Fabrizio.
La mia strategia non prevede l’utilizzo di tre tassi di cambio, ma semplicemente due. Da questo punto di vista può essere sicuramente migliorata ma preferisco partire dal semplice per poi affinare la tecnica.
Il concetto di fondo della strategia è più che semplice:
prendo due tassi di cambio quasi perfettamente correlati o quasi perfettamente correlati inversamente ed entro long o short su questi in modo tale da avere un portafoglio neutrale, ovvero quando guadagno su uno perdo sull’altro.
La correlazione tra i due tassi è variabile nel tempo, quindi assisterò a momenti in cui avrò perdite e altri in cui avrò guadagni non previsti.
In quei frangenti dovrò esser bravo a modificare gli investimenti in modo tale da recuperare le perdite e attendere il momento in cui la scorrelazione mi porterà al profitto target.
Come avete letto, i concetti sono più o meno gli stessi già visti in Triple Way con la differenza di una struttura diversa del setup trade.
La cosa che vorrei sottolineare è il mio tentativo di oggettivare il più possibile questi movimenti in modo da essere sempre in grado di riportare in equilibrio situazioni in perdita e di andare a prendere con sicurezza i profitti che ci interessano.
Questo metodo prescinde dalla direzione di mercato, in quanto se guadagno su un tasso, perdo sull’altro. Inoltre, se veramente cercassi di conoscere la direzione di mercato non starei a confodermi con altri tassi di cambio, piuttosto punterei sulle mie convinzioni e sceglierei una posizione grande o piccola adatta al mio profilo di rischio.
La strategia è suddivisa in diversi punti:

1. Cerco due tassi di cambio quasi pefettamente correlati o quasi perfettamente inversamente correlati

Significa che cercherò due tassi di cambio es. X ed y che si muovono allo stesso modo o che si muovono in modo opposto.
Posso trovare questa informazione sui siti internet dedicati o sulla piattaforma che utilizzo (io ho Trader workstation ma non ho trovato un indicatore sicuro).
Potete andare su https://it.investing.com/tools/correlation-calculator e troverete un calcolatore molto utile.
Ad esempio se intendo operare su un’unità temporale di 5 ore perchè magari non voglio stare troppo attaccato allo schermo, posso andare a vedere la correlazione dei due tassi calcolata su istanti di 5 ore per un orizzonte temporale significativo. Facciamo 7 giorni. Più lungo è, meglio è, ovviamente sarà più difficile individuare due tassi di cambio con una correlazione stabile per un lasso di tempo prolungato.

In termini numerici ho correlazione forte se sono sopra gli 80 (o sopra i 75) se espresso su scala 100, o 0.8 su scala 1.
Viceversa ho una correlazione inversa forte se è sotto i -80.

Individuati i 2 tassi di cambio correlati o inversamente correlati per abbastanza tempo nel passato possiamo passare alla fase successiva.

2.Individuare un coefficiente r che lega la variazione di un tasso di cambio all’altro tasso di cambio

Quando due tassi di cambio sono molto correlati (sopra o sotto rispettivamente 80, -80) posso addirittura legare le variazioni dei due tassi attraverso una semplice equazione di primo grado.

Es. Tasso di cambio x ed y

(y2-y1)= r*(x2-x1)

Dove y1 e y2 è il valore del tasso di cambio y all’istante 2 ed 1 e lo stesso ragionamento vale per x. Invece r è il fattore che lega il valore di y al valore di x.

In poche parole ho un rapporto preciso tra la variazione di un tasso di cambio e la variazione dell’altro tasso di cambio.

Come faccio a trovare r? Mi servono y1,y2 e x1 e x2. Nello scenario di tassi di cambio a 5 ore e orizzonte di osservazione di 7 giorni posso fare così:
orario attuale 20.00,
y2= tasso di cambio y alle 20
x2= tasso di cambio x alle 20
y1=tasso di cambio y alle 15
x1=tasso di cambio x alle 15

con questi dati mi calcolo r rispetto alle ultime 5 ore. Posso estendere il calcolo utilizzando per esempio y2,y1 alle 15 e alle 10 e così via trovando diversi r relativi a diversi momenti temporali. Con questi potrei fare una media per avere un r più rappresentativo ma non è obbligatorio, possono al limite bastare anche le ultime 5 ore (anche se è vivamente consigliata fare la media su r su diverse coppie temporali).
Attenzione!!! Lo scrivo solo adesso ma è molto importante. A noi non interessa la variazione in termini di pip di ogni tasso di cambio. A noi interessa invece la variazione monetaria. In altre parole io voglio sapere non quanti pip varia un cambio rispetto ad un altro, ma quanti euro varia un cambio rispetto ad un altro a parità di investimento. Quindi dovevamo aggiungere un altro breve passaggio.

Fare un rapporto tra il valore monetario dei pip di y con quelli di x. Ad esempio se 1 pip di y vale 2 pip di x in termini di euro allora l’equazione di prima diverrà tale:

(y2-y1)=r*(x2-x1)*2

Questo 2 lo chiamerò “rapporto pipy/pipx”

Ora che sappiamo come sono legate le due variazioni di tassi di cambio facciamo ancora un passo in avanti.
Per adesso come avete visto è tutto molto oggettivato, logico e matematico, molto importante per prendere decisioni precise e con la discrezionalità minore possibile.

3. Individuare quanto investire sul tasso di cambio y ed x in modo da avere un portafoglio neutrale

Come dice il punto 3 si capisce che per ogni variazione di x guadagnerò quello che perderò sulla variazione di y.
Quindi per avere un equilibrio che mi da profitto 0 dovrò scrivere:

variazione % su x = variazione % su y

Ovvero che la variazione percentuale che ottengo grazie al movimento di x è uguale a quella ottenuta col movimento di y.
Meglio ragionare in percentuali per poter applicare al modello qualsiasi quantità di capitale si voglia investire.
Adesso scomponiamo Variazione % su x e su y

Variazione % su x= var % tasso di cambio x * quota x
Variazione % su y= var% tasso di cambio y * quota y


Posso scrivere:

var% tasso di cambio x * quota x= var% tasso di cambio y * quota y

Sapendo dal punto precedente che var%tasso di cambio x * r * rapporto pipy/pipx = var % tasso di cambio y arriviamo a scrivere:

var% tasso di cambio x* quota x= var % tasso di cambio x*r*rapporto pipy/pipx * quota y

Se voglio standardizzare le due quote ovvero portarle su base unitaria ossia quota y+ quota x= 1 allora:

var% tasso di cambio x* quota x= var % tasso di cambio x*r*rapporto pipy/pipx*(1-quota x)

A questo punto abbiamo come incognita solo la variabile Quota x e l’equazione è risolta.

Quota x= (1-Quota x)* r * rapporto pipy/pipx

Quota x= r*rapporto pipy/pipx –Quota x * r * rapporto pipy/pipx

Quota x * (1+r*rapporto pipy/pipx) = r*rapporto pipy/pipx

Quota x = (r*rapporto pipy/pipx)/ (1+ r*rapporto pipy/pipx)

Quota y= 1- Quota x = 1- ((r*rapporto pipy/pipx)/(1+r*rapporto pipy/pipx))

Quota y= 1 / (1+ r* rapporto pipy/pipx)


Mettiamo un po’ di numeri per fare un esempio:


Valuta x1 Valuta x2 Valuta y 1 Valuta y 2 r= 1,181818
1,141 1,174 1,163 1,202

Quantità x e y
quantità su 1 quantità su investimento
Investimento 100000€
Y 0,458333 45833,33€
X 0,541667 54166,67€

Ipotizziamo rapporto pipy/pipx =1

Sul tasso di cambio x andremo Long
Sul tasso di cambio y andremo Short

Possiamo fare anche il contrario, il risultato sarà lo stesso. L’importante è non andare long o short su entrambi i tassi di cambio.
Nel caso in cui una delle quote diventi negativa è perchè i tassi di cambio sono inversamente correlati.
Se ad esempio y=0.6 e x=-0.4

Se su y vado long, vado short su x. Andare short per una quota di 0.4 su x è la stessa cosa di andare long su x per una quota pari a 0.4. Avrò quindi due long su x ed y nella sostanza poichè x ed y vanno in direzione opposta.

Quando conosciamo la formula per trovare Quota x e Quota y è molto semplice creare un foglio di excel che ci calcoli automaticamente i risultati senza dover riprendere le equazioni viste sopra. Adesso passiamo al punto successivo dove impareremo a modificare quota x e quota y in modo tale da recuperare le perdite.

4. Gestire le perdite modificando le quote sui tassi di cambio

Come ci dovremmo comportare nel momento in cui assisteremo ad un drawdown significativamente grande da dover intervenire in tempi brevi?
La risposta risiede come sempre nella dimensione delle quote d’investimento sui due tassi di cambio.
Il ragionamento non è particolarmente diverso da quello visto nel punto precedente.
Riprenderemo infatti l’equazione d’equilibrio tenendo conto però in questo caso che non ci basterà più un portafoglio neutrale, bensì un portafoglio che riassorba le perdite e ci riporti al pareggio.

L’equazione d’equilibrio del portafoglio neutrale era:

variazione % su x = variazione % su y

quando dobbiamo recuperare ad esempio uno 0.2% (circa 20 pips) dovremo modificarla così:

variazione % su x = variazione % su y + 0.002

Voglio che la variazione su x compensi contemporaneamente la variazione su y e la perdita appena subita.
Poi valgono tutti gli stessi ragionamenti fatti prima che ci portano alla seguente equazione con la differenza che dovremmo aggiornare il nostro “r” di correlazione (facciamo esattamente lo stesso procedimento già descritto nei punti precedenti utilizzando però i dati più recenti).
Il nuovo r lo possiamo chiamare r2 ed attenzione, potrebbe addirittura cambiare di segno in casi piuttosto estremi e per intervalli temporali troppo ristretti (infatti io consiglio di calcolare r2 come media di tutti gli r delle coppie di unità temporali passate).

var% tasso di cambio x* quota x= var % tasso di cambio x*r2*rapporto pipy/pipx*(1-quota x) + 0.002

Quota x *(var% tasso di cambio x - var% tasso di cambio x *r2* rapporto pipy/pipx)=0.002

Quota x= 0.002 /(var% tasso di cambio x (1-r2*rapporto pipy/pipx))

Quota y= 1- Quota x*


*non sto a riscrivere tutto quota x
È un’equazione più complessa della precedente perchè ha 2 incognite e non è possibile trovare un’unica soluzione se non al variare di var% tasso di cambio x.
È vero che non conosciamo questo dato ma possiamo ipotizzare a quanto possa ammontare nell’arco temporale di una giornata o di una settimana a seconda del tempo che pensiamo sia tollerabile per recuperare la perdita.
Facciamo un esempio

Se il var%tasso di cambio x fosse molto piccolo sarebbe intuitivamente difficile recuperare in poco tempo la perdita subita. Se questo invece è alto la situazione sarebbe esattamente opposta.
Nella pratica mi interessa sapere quanto può variare il tasso di cambio all’interno di un lasso temporale. Se ragionavo con istanti di 5 ore, può essermi utile sapere la volatilità media di x nelle ultime giornate.

Questa informazione la posso trovare qua:
https://it.investing.com/tools/forex-vo ... calculator

è facile capire quanto sia importante sapere prima quanto sarà la nostra perdita massima tollerabile prima di un intervento sulle quote x ed y poichè a seconda della volatilità del tasso di cambio sarà più o meno breve il suo recupero e sarà necessario modificare meno le quote di x ed y non rischiando di incorrere in un’esposizione troppo alta ed insostenibile.

Un altro punto da chiarire è il tipo di perdite in cui vogliamo andare incontro: vogliamo realizzare piccole perdite, accettandole e recuperandole col passare del tempo oppure preferiamo perdite non realizzate accumulate nel tentativo di ritornare in break even e poi sperare nel profitto?
Anche in questo caso la matematica ci può aiutare. Nel modello visto sopra possiamo incorrere in perdite reali ovvero che si realizzano al momento del riaggiustamento delle quote x ed y. Se vogliamo addirittura evitare questo inconveniente (che non è per forza una cosa positiva, è piuttosto un approccio diverso al rischio) possiamo intervenire sulle quote ed evitare che si realizzino.

Il passaggio matematico è uno solo ed è piuttosto semplice.
Facciamo un breve esempio:

se avevamo una correlazione quasi perfetta e un r pari a 1, avremmo avuto due tassi di cambio che si muovono in maniera sincrona direzionalmente e quantitativamente, le quota x ed y sarebbero state entrambe pari a 0.5.

Nel caso in cui si incorresse in una perdita che porterebbe ad un aggiustamento a quota x= 0.6 e quota y=0.4 sarei costretto a tagliare la quota y di 0.1 e aumentare la x di 0.1 con la possibilità di realizzare una perdita sul tasso di cambio y.

Per evitare ciò devo fare in modo di rispettare la nuova proporzione 6:4 ma di non chiudere alcuna porzione di posizione per evitare che una qualsiasi perdita si materializzi.

Il conto da fare è questo:

quota y = 0.5 la quota y deve rimanere fissa a 0.5 ovvero non devo aumentarla ne diminuirla
quota x= 0.5 * (0.6/0.4) = 0.75

Ho fatto in modo di aumentare la quota x senza intaccare la quota y che rimane la stessa e mi evita di realizzare perdite.
Infine come abbiamo ragionato sulle perdite, possiamo ragionare sui profitti. Come sappiamo quanto tempo sarà necessario per coprire la perdita, conoscerò il tempo per ottenere un profitto. Intuitivamente, il tempo sarà lo stesso.

5. Conclusioni e riassunto finale

L’ultimo aspetto da considerare è il seguente: faremo in tempo a chiudere la posizione in profitto prima che i due tassi di cambio si scorrelino?
L’ideale è trovare due tassi di cambio stabili in un lasso temporale lungo ovvero che siano correlati per un tempo significativo. Una volta individuata questa finestra temporale è necessario spostarsi un un timeframe più ristretto dove intervenire.
Qua dobbiamo ragionare sul profitto che vogliamo ottenere e sul tempo necessario per ottenerlo. Il tempo necessario sarà inversamente proporzionale alla volatilità del tasso di cambio.
Non possiamo prendere una coppia di tassi di cambio ragionevolmente correlata o inversamente correlata per 1 settimana e avere un tempo minimo di recupero di perdita o raggiungimento target profit maggiore di 1 settimana. Sarebbe estremamente rischio e incoerente con tutto il nostro ragionamento.

Sicuramente succederà che una coppia di tassi di cambio ci porti a una perdita al momento della scorrelazione. Cosa fare in questo caso?
• Possiamo accettare la perdita
• Chiudere in perdita su un tasso di cambio e aprire una posizione su un altro tasso di cambio correlato/inversamente correlato ripartendo dalla quota di x o y (a seconda della posizione su tasso di cambio che vogliamo lasciare aperta) che avevamo precedentemente. Questa scelta porta a incrementare sempre di più le posizioni sui tassi, aumentando le dimensioni dei lotti e quindi aumentando l’esposizione assoluta. A voi la scelta.

Altro appunto importante è il seguente:
• Interveniamo sulle quote se giungiamo alla nostra soglia di perdita tollerabile oppure aggiorniamo continuamente le quote in base alle variazioni di r che avvengono fisiologicamente col trascorrere del tempo? Anche qua spetta al trader decidere; probabilmente la seconda decisione è la più logica seppur più laboriosa.

Siamo giunti alla fine della strategia e non resta che fare un commento finale.
Vi invito a ragionare su quello che ho scritto: ci potranno pur essere errori, concetti spiegati male ma penso di averto offerto uno spunto interessante su cui costruire una strategia di hedging efficace, controllabile, profittabile ma soprattutto che sia in grado di calcolare in maniera statistico/matematica le nostre mosse da compiere sui tassi di cambio.
Dispiace avervi annoiato ma so benissimo che si sono persone che capiranno al volo queste equazioni e che sono in grado di divorarsele a colazione senza problemi. È proprio a queste persone che mi rivolgo e che chiedo aiuto per arrivare ad una strategia definitiva e ancora più chiara.
Mi rivolgo in modo particolare a Fabrizio, il quale mi ha illuminato sul trading non direzionale, stimolando la mia curiosità e la voglia di realizzare un sistema logico e facilmente replicabile. Come avrete capito il mio approccio è molto meccanico e poco discrezionale e spero di ottenere suggerimenti in tal senso.
Aspetto commenti, sono a vostra totale disposizione. Se avete bisogno di un foglio di excel per effettuare qualche prova non esiterò a fornirvelo ma prima preferirei avere un parere dai più esperti.

Grazie a tutti

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gmv20889
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Re: Hedging e Portafoglio Neutrale (strategia con spunto Triple Way) richiesto parere Fabrizio ed esperti

Messaggio da gmv20889 » 18/06/2017, 16:02

Attenzione, ho commesso un errore ma il forum non mi permette di correggere il post quindi lo farò qui:

al punto 3

Possiamo fare anche il contrario, il risultato sarà lo stesso. L’importante è non andare long o short su entrambi i tassi di cambio.
Nel caso in cui una delle quote diventi negativa è perchè i tassi di cambio sono inversamente correlati.
Se ad esempio y=0.6 e x=-0.4

Se su y vado long, vado short su x. Andare short per una quota di 0.4 su x è la stessa cosa di andare long su x per una quota pari a 0.4. Avrò quindi due long su x ed y nella sostanza poichè x ed y vanno in direzione opposta.


Diventa...

Se ad esempio y= 2 e x= -1

Se su y vado long, vado short su x. Andare short per una quota di -1 su x è la stessa cosa di andare long su x per una quota pari a 1. Avrò quindi due long su x ed y nella sostanza poichè x ed y vanno in direzione opposta.
Come avrete notato le due quote fanno si somma 1 ma non sono normalizzate come piace a noi. Per ovviare a questo ulteriore problema possiamo fare:

quota y= 2/ (2 + valore assoluto di -1) = 2/3 = 0,666
quota x= -1/ (2+ valore assoluto di -1) = -1/3 = -0,333

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ciglie
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Re: Hedging e Portafoglio Neutrale (strategia con spunto Triple Way) richiesto parere Fabrizio ed esperti

Messaggio da ciglie » 24/07/2017, 20:21

Ciao non sono l'esperto che cerchi ma a grandi linee ho capito la sostanza della tua idea e ti faccio i complimenti, però mi assale un dubbio. In sostanza da profano mi sembra che stare dietro alle "variazioni" di valore delle correlazioni con compensazioni varie, accettando perdite o chiudendo profitti, sia un po' come stare dietro alle "direzioni" del prezzo. Ovvero pur calcolando e applicando matematicamente le modifiche in base alla situazione che vediamo, la variazione della correlazione sarà imprevedibile come lo è la direzione del prezzo, e allora come stare dietro a ciò che è imprevedibile? Forse il vantaggio è la stabilità della correlazione/scorrelazione in certi casi,ma niente vieta che una compensazione venga subito invalidata impedendoci di gestire le perdite e i profitti.
...il mercato non è proprio un posto dove metti dei soldi e serenamente li moltiplichi...

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