l'analisi tecnica è errata

Basi di analisi tecnica per interpretare i grafici

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depryt
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l'analisi tecnica è errata

Post by depryt » 08/03/2015, 0:39

Salve. Ho trovato sul web una teoria che sostiene che l'analisi tecnica è errata.. La causa principale dei fallimenti è dovuto al rapporto errato tra ascisse e ordinarie. XY nei grafici odierni non fanno parte dello stesso insieme. Il rapporto tempo e moneta è errato. La relazione corretta deve essere tra moneta e moneta, in quanto nel mercato valutario il prezzo di una moneta viene espresso attraverso il prezzo di un'altra, ed è questa la giusta relazione in quanto prende in considerazione una variabile determinante che influenza l'andamento della variabile in y, a differenza del tempo che solamente segue il percorso del prezzo, ma non è il fattore che influenza le oscillazioni di y. Spero di essermi spiegato :blink: vi lascio un video che riassume meglio
cosa ne pensate? il suo discorso ha senso dal mio punto di vista (non dico che sia corretto). Lascio il parere a voi!

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cesfx
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Re: Nuovo approccio alle analisi

Post by cesfx » 08/03/2015, 0:57

Tante parole per dire che gli indicatori non servono, quasi manco le charts.
Il video inizia con "Come mai si perde nel Forex?" per poi aggiungere "I nostri dissesti finanziari sono conseguenza ad una incompleta rappresentazione grafica dell'andamento monetario".
Prima pensavo che stessi ascoltando uno che spiega che gli indi non servono.... zzzzzz.... Quando pero' ha detto che le chart sono la causa della crisi, ecco... li mi sono reso conto che ho perso 10 minuti di tempo.

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depryt
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Re: Nuovo approccio alle analisi

Post by depryt » 08/03/2015, 1:21

cesfx wrote:Tante parole per dire che gli indicatori non servono, quasi manco le charts.
Il video inizia con "Come mai si perde nel Forex?" per poi aggiungere "I nostri dissesti finanziari sono conseguenza ad una incompleta rappresentazione grafica dell'andamento monetario".
Prima pensavo che stessi ascoltando uno che spiega che gli indi non servono.... zzzzzz.... Quando pero' ha detto che le chart sono la causa della crisi, ecco... li mi sono reso conto che ho perso 10 minuti di tempo.
lo spiego nel post non serviva guardare il video. Poi mi sembra abbastanza ovvio che se si cambia chart conseguentemente devi cambiare indicartori

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Re: Nuovo approccio alle analisi

Post by Wiz3003 » 08/03/2015, 7:56

Le chart, gli indicatori, i vari TF, ticks, volumi, candele, linee ... Ecc non sono il mercato ma solo una rappresentazione di esso.
In realtà tutto quello che vedi é una rappresentazione delle tue convinzioni/emozioni che influenzano senza che te ne accorgi ció che credi di vedere (lo aveva già capito Platone qualche secolo fa) ... Questo significa che non ha senso tradare ?

NO. Significa che devi cercare l'edge che esiste in ogni rappresentazione del mercato. Ognuno può vedere la realtà deformata come preferisce purché ne sia consapevole e ci possa guadagnare qualcosa.
You control how you trade; the market controls how and when you'll get paid.
Confidence doesn't come from being right all the times; it comes from surviving the many occasions of being wrong.

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Dainesi
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Re: l'analisi tecnica è errata

Post by Dainesi » 09/03/2015, 12:58

A parte la musichetta di sottofondo stile film di periferia anni '70, ho sentito tutto il ragionamento spiegato da Daniel Uzzo e devo dire che non ci siamo. Vi spiego perché.

Sebbene sia apprezzabile trovare un modo alternativo di osservare il mercato esistono delle incongruenze più o meno importanti.
La prima incongruenza è quando si vuole porre sulle due scale il prezzo delle quotazioni delle due valute. E quale sarebbe questo prezzo? Una valuta non possiede un prezzo ma se mai gli viene attribuito un tasso di cambio con un altra valuta. Ma se vogliamo porre su uno dei due assi l'Euro e sull'altra il Dollaro, la quotazione potrà solo rappresentare quanti dollari occorrono per un Euro e quindi, graficamente, avremo un punto (per la quotazione istantanea) o un segmento che unisce la quotazione in assoluto più bassa con quella più alta. Ci è utile? Ditemelo voi.
Passiamo all'inserimento di due coppie correlate. Quale è il valore che metteremo sulle assi? Se a quotazione EURJPY corrispondesse sempre la medesima quotazione dei USDJPJ potremmo definire una relazione e rappresentare il grafico come una curva, ma in realtà, nel tempo, spesso a ad una quotazione definita avremo controvalori differenti e quindi ci troveremo a disegnare un area irregolare che non ci è molto d'aiuto.

Il tempo, nel discorso di Uzzo, è stato definito come variabile inutile poiché rappresenta una grandezza non paragonabile con i prezzi. E'vero, il tempo non è un prezzo e spesso devo "bacchettare" chi si ostina a voler misurare la "pendenza" di un trend in termini di gradi ( :lol: ), ma il tempo è la variabile principe nel valutare la relazione esistente tra gli eventi ed i mercati.
In statistica economica, e qui noto un pò di carenza sull'argomento, si analizzano le serie temporali per arrivare a misurare il trend. Nel tempo si celano gli effetti stagionali, le notizie macroeconomiche la cui rivelazione segue intervalli preordinati, nonché il susseguirsi di eventi ciclici che travalicano gli intervalli annuali per concentrarsi sul ripetersi di effetti di eventi ricorrenti (crisi petrolifere, elezioni americane, nuove tecnologie che impattano sulle abitudini di tutti, ecc...).
Nei prezzi si scontano tutte queste informazioni e un approccio basato sull'analisi tecnica o su quella fondamentale è utile per cercare di prevedere il futuro. Non siamo in presenza di una scienza esatta ma nell'ambito di discipline probabilistiche.
In natura e nei rapporti interpersonali tutto è una relazione di causa/effetto ma il numero delle variabili è così elevato da risultare impossibile una sua valutazione esatta. Ecco che ci si basa sulle previsioni basandosi sugli elementi che hanno dato prova nel passato di essere più influenti di altri.

Il discorso basato sul perché si perde è vecchio come il mondo. Chi si applica impara e guadagna, chi non si applica e non impara ... perde.

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Re: l'analisi tecnica è errata

Post by jMathFx » 05/08/2015, 16:00

Dainesi wrote:.... ho sentito tutto il ragionamento spiegato da Daniel Uzzo e devo dire che non ci siamo...
In realtà la variabile tempo, in questo approccio operativo, non è mai stata completamente eliminata. Direi piuttosto che è stata spostata al ruolo che le spetta. Non è più il "protagonista", diciamo che l'ho messo in "panchina"...
Insomma è stata, "declassificata", perché non svolge un ruolo primario (ascissa), dove X determina Y. Ma svolge un ruolo di supporto, quello di mostrare l'area di manovra prezzi, dove il mercato concentra le sue fluttuazioni, in un arco temporale preciso e definito.

Questo perché non è il tempo a determinare le fluttuazioni di una moneta. Ma è il rapporto che scaturisce fra variabili di politiche monetarie a determinare la relazione di prezzo fra moneta X e moneta Y (le valute riassumo).

È forse il giorno, l'ora ed il minuto che influenza il prezzo di un rapporto di cambio?

Cerco di spiegarmi meglio... Vi è mai capitato di guardare una quotazione di prezzo e poter dire con certezza che, indipendentemente dal giorno che osserviamo, con frequenza assoluta, a tal ora e minuto, quella quotazione assume lo stesso range di prezzi con ciclicità?
Direi di no... Direi che è impossibile trovare una situazione del genere. Indipendentemente dal giorno, in cui si osserva il mercato, su rappresentazione tradizionale (X=Tempo), le quotazioni non assumeranno mai sempre gli stessi livelli, lo stesso valore, alla stessa ora e allo stesso minuto spaccato.

Mentre, dal mio punto di vista, affermerei con esattezza che avendo dollaro in ascissa e euro in ordinata, euro assume un prezzo o meglio un range di prezzi con ciclicità in risposta a dei precisi livelli di dollaro e viceversa (relazione X/Y). Semplicemente perché X determina Y, quindi vedendo un prezzo di dollaro saprò quale sarà il rispettivo prezzo di euro. Capendo la dinamica di movimento di dollaro capirò la dinamica di euro, entrambe associate a terze monete. Semplicemente perché è una relazione fra due o più "oggetti" uguali in una rappresentazione grafica che riporta prezzo/prezzo e non tempo/prezzo.

Quindi, anche se io osservassi il mercato alle 14:00 oppure alle 3 di notte, indipendentemente dal giorno, l'ora ed il minuto, se dollaro assume un prezzo, so che euro avrà quel preciso prezzo (relazione X/Y).
E tutto questo è confermato dalla legge del prezzo unico. Qualsiasi libro che tratta argomenti di politica monetaria internazionale afferma questo. Il rapporto di cambio di una moneta rispetto ad un altra è una semplice relazione fra due poteri economici. Quindi, cosa centra il tempo? Non è neanche menzionato nel meccanismo e nell'equazione per stabilire il prezzo effettivo con cui una moneta verrà relazionata ad un altra (rapporto di cambio)... Non parliamo di commodity dove il tempo influenza, assieme ad altre variabili, la rispettiva quotazione. Qui, parliamo di rapporti di cambio. "Rapporti", lo dice la parola stessa...

Questo spiega il motivo per cui affermo che il tempo non determina in alcun modo la fluttuazione delle monete. Quindi, non svolgendo un ruolo primario, ossia che determina un valore di Y, se ce lo troviamo in ascissa sorgeranno dei problemi d'interpretazione dell'andamento del mercato. Mentre se osservassimo due variabili fecenti parte dello stesso insieme e sappiamo che queste sono relazionate fra loro per il semplice rapporto di cambio, sapremo che la variabile in X avrà un valore corrispettivo in Y e viceversa, indipendentemente dal tempo.

Il "tempo", soprattutto se messo in ascissa, spinge l'operatore a cercare altrove la variabile X che determina, giustifica ed influenza il movimento del prezzo in ordinata, per una semplice ragione di causa/effetto. L'operatore, inconsapevolmente, non vede alcuna relazione fra le due variabili (oggetti) rappresentate sulla graficazione tradizionale (X=Tempo Y=Moneta). Quindi studi sul prezzo, attraverso questo paradigma, hanno dato vita alla creazione di indicatori e metodi. Ma questi indicatori o metodi sono un surrogato della stessa variabile che osserviano in ordinata. Perché i suoi valori vengono tirati fuori dalla stessa funzione ossia il prezzo (Y).

Se un indicatore/metodo è il calcolo matematico/logico dato da Y (prezzo), ed io, per poter affermare l'andamento del prezzo in ordinata, lo osservo, è come se io affermassi che Y dipende da Y (da se stesso), o meglio, Y=Y. Il che è del tutto infondato. Di solito in analisi matematica, troviamo Y=X e non Y=Y. Insomma, devo trovare una variabile X, facente parte dello stesso insieme di Y, per studiare il suo comportamento e trarre delle conclusioni attendibili.

Questo spiega l'inaffidabilità della maggior parte degli indicatori/metodi. Semplicemente perché si prendono in esame relazioni da variabili aleatorie estrapolate della stessa funzione.
Come dire, guardo il prezzo e stabilisco il suo andamento dalla sua "ombra". In questo caso, il prezzo rimarrà in Y ma il metodo/indicatore sarà la mia ascissa. Ma in realtà la tua "ascissa" è un calcolo di Y, quindi è come se osservi due volte la stessa variabile e decidi dal suo "riflesso" che il prezzo andrà in quella direzione... Perché?!?
Come può un calcolo approssimativo dello stesso prezzo dirti quale sarà la sua tendenza, dove, specie nel mercato dei cambi, il prezzo di una moneta è determinato dal reciproco rapporto di un ulteriore moneta, tenuto conto della stabilità monetaria?

Voglio dire non esiste alcuna relazione attendibile. Ma qui io lo spiego meglio:


Molti affermano che il tempo sia importante. Non ho mai capito le ragioni per il quale si affermi questo. Magari una persona può pensare che il tempo sia legato a fattori macroecononimici.
"A quella precisa ora verrà comunicata una notizia". Ovviamente in questo caso il tempo assume un "ruolo", ma non determina la fluttuazione. Sono i dati macroeconomici che determinano in maniera più o meno violenta la fluttuazione dei prezzi ed il cambio di regime operativo, non il tempo. Ed in questo caso queste oscillazioni terranno sempre conto del reciproco rapporto di prezzo governate/monitorate dalla stabilità monetaria alias equilibrio monetario.

Ciao!
Daniel

P.S. Mi scuso per il ritardo, ma fino a ieri non ero a conoscenza di questo 3d... Ho ritenuto opportuno intervenire. Mi auguro sia cosa gradita!

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Re: l'analisi tecnica è errata

Post by Dainesi » 05/08/2015, 17:09

Rispetto al primo filmato vedo che è stata introdotta la terza valuta di concambio per definire un valore da porre sul grafico (prima questa mancava e onestamente non si capiva il significato dello stesso).
Se ne è aggiunta una quarta per dimostrarne le relazioni di cambio ma ancora non ci siamo sulla dimostrazione che è più utile ad un trader: come tutto questo può aiutare nel comprendere dove andrà il "mercato"?
Il tempo, nelle dimostrazioni viste, manca e proprio per questa ragione non c'è una progressione e quindi manca una previsione. Comunque ci tengo a precisare che sebbene il tasso di cambio rappresenti i rapporti economici tra due piattaforme valutarie è pur vero che detti rapporti sono definiti come scambi nell'unità ... di tempo!! Le dinamiche di domanda e offerta non sono riferite ad un punto fermo ma ad un economia in movimento.


P.S. Complimenti per il filmato: ben fatto e ottimamente illustrato.

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Re: l'analisi tecnica è errata

Post by cesfx » 05/08/2015, 19:14

Ho riguardato il video, non capisco utilita', visto che il software non sembra dare chiare informazioni nuove.

Capisco il senso di una mappa alternativa, ma non vedo come possa indicare di piu' di una serie di candele/barre.

Sul tempo, che comunque e' un valore estrinseco, penso sia naive provare a toglierlo da qualsiasi forma di analisi di trading.

Al minuto 3:00 del video, la corrispondenza tra i prezzi, puo' solo avere il tempo come legame... a meno che non mi sfugga qualcosa.

Memphisone
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Re: l'analisi tecnica è errata

Post by Memphisone » 05/08/2015, 19:25

guardando il video e di solito non credendo a quello che mi dice la testa, cerco di concentrare tutto in una domanda: mi serve? se si, a cosa esattamente?

Ecco, non sono riuscito a rispondermi.

Facciamo così: ci spieghi esattamente in che modo può apportare profitto alle nostre tasche?
ci fai vedere in live l'utilizzo concreto? Ovvero: se fai cosi, usando il tempo perdi tempo e soldi. Se invece usi il nostro software fai i soldi e ti faccio vedere come.

Grazie.
L'ordine delle cose è l'ordine delle idee. R.D.

fgpulce
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Re: l'analisi tecnica è errata

Post by fgpulce » 05/08/2015, 21:23

In realtà il problema è filosofico...l'essere non è apparenza ma sostanza...lo so che col trading forex non c'entra ma a me piace la filosofia!!! Fabrizio

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