PSICOLOGIA DEL TRADING

Raccontateci come vanno gli affari e le vostre tecniche di money management

Moderatori: riccardo1981, Dainesi

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda Enthroned » 11/06/2016, 22:01

sai cosa ti conviene fare con le tecniche di lungo termine?
impostare SL e TP e lasciare la piattaforma senza stare li a vedere cosa succede,se la tua strategia ha più probabilità di vincita che di perdita non hai che da preoccuparti,poi se pensi al fatto che se subisci una perdita ci metti tempo per recuperarla,forse è il caso di iniziare ad accettare tale cosa oppure l'operatività a lungo termine non fa per te.
Devi sentirti a tuo agio con il tuo trading ;)
Tutto in guerra si basa sull'inganno: se il tuo nemico è superiore eludilo, se è irato irritalo, se è di pari forza lotta, altrimenti sparisci e riconsidera...
Avatar utente
Enthroned
 
Messaggi: 186
Iscritto il: 19/09/2014, 19:16


Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda TebyCassandra » 12/06/2016, 16:02

DAX ha scritto:
Know your enemy. Know yourself.


Ciao Teby, innanzitutto spero che non sia tu la visione celestiale in avatar

Scherzi a parte, vorrei che spendessi qualche parola sulla tua firma ponendo l'accento su quanto sia realmente importante quel concetto ma sopratutto sotto quali forme si presenta il nostro nemico.

Grazie.


Interessante è già il fatto che tu l'abbia chiesto.

Non sento di poter rispondere in brevi parole perché è un concetto che sto sperimentando nella mia vita con una certa profondità. Posso solo accennare al fatto che se non conoscessi bene almeno uno dei due elementi (my enemy/myself) umanamente parlando mi ritroverei a non avere alcuna possibilità di vittoria in qualunque impresa. Lavorare sulla mia persona per conoscermi meglio è l'investimento più importante e impegnativo; cercare di conoscere il mio nemico è la chiave per tirare fuori le potenzialità e le strategie più adatte per affrontarlo e sconfiggerlo. Quando poi mi rendo conto che spesso il nemico principale sono proprio io, ecco che la scelta di lavorare su di me e impegnarmi per crescere mi porta automaticamente a conoscere meglio anche il nemico stesso. In questo senso, grazie a questo percorso con il tempo ho cominciato a sperimentare l'accettazione dei miei limiti e peculiarità, arrivando a capire che il nemico esiste solo fino a quando lo identifico come tale.

La stessa cosa è con il mercato: fino a quando l'ho identificato come un avversario da sconfiggere, ho lottato contro un'idea che non era reale e che mi ha portato solo frustrazione; da quando ho capito invece che il mercato è un luogo di scambio, un mondo con le sue regole nel quale io posso entrare rispettando certe condizioni e senza ritenerlo un nemico che "vuole rubare soldi", è cambiata sia la percezione di esso, sia il modo di operare.

My 2 cents.
Know your enemy. Know yourself.
Avatar utente
TebyCassandra
 
Messaggi: 16
Iscritto il: 10/06/2016, 16:41

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda DAX » 12/06/2016, 18:00

Interessante è già il fatto che tu l'abbia chiesto.


La mia domanda non è casuale. Ho studiato ed approfondito per due anni l'aspetto psicologico (i primi due anni in cui mi sono avvicinato al trading) grazie anche alla spinta ed al supporto del mio primo mentore.
E' stata un esperienza incredibile. Senza troppi giri di parole posso tranquillamente affermare che mi ha cambiato radicalmente dentro, prima nella vita e poi, naturalmente, anche nel trading.
All'inizio non ci avrei scommesso due lire, oggi ringrazio il giorno in cui decisi di documentarmi adeguatamente ed aver imparato a gestire il mio nemico piu' grosso: me stesso.

E' una lotta senza fine (non sconfiggerai mai il tuo nemico, impari, perchè non si lotta ad armi pari ( la nostra parte irrazionale, emotiva, è 10 volte piu' forte di quella razionale).
Il segreto è iniziare a "trasferire" nella parte emozionale, istintiva, profonda, remota tutto quello che "desideriamo non ci venga contro". Il lavoro è arduo ma non impossibile. Si metta in conto una profonda trasformazione del proprio ego.

Grazie per la tua preziosa testimonianza. Sono felicissimo di leggere qualcuno che abbia cominciato dalle radici del problema.

In bocca al lupo per la tua esperienza.
DAX
 
Messaggi: 664
Iscritto il: 26/07/2014, 12:04

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda ciglie » 12/06/2016, 18:59

Ognuno ha i propri nemici interiori da sconfiggere, che vengono fuori quando affrontiamo determinate prove. A volte non sappiamo neanche di avere certe caratteristiche personali, certi limiti o certi talenti, si cresce, si migliora, si superano le difficoltà, ci si conosce sempre meglio. Il trading è un lavoro che richiede determinate "qualità caratteriali", se non si hanno non sarà certo una strategia a risolvere il problema.
...il mercato non è proprio un posto dove metti dei soldi e serenamente li moltiplichi...
Avatar utente
ciglie
 
Messaggi: 783
Iscritto il: 28/08/2015, 20:10

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda robbi58 » 13/06/2016, 0:27

Beh ragazzi, che dire, o il forex è congegnato per spennare i trader retail oppure si perde perché si scontano i limiti psicologici.
O forse, più probabilmente, una loro somma.
Ogni giorno ci si allena, si cerca di migliorare e certamente i risultati migliorano nel tempo, ma sai che in condizioni di forte stress riaffiorano i vecchi schemi, i comportamenti acquisiti e interiorizzati che rendono invincibile il cambiamento. Lo sai, lo capisci, perché a distanza di anni rifai gli stessi identici errori o le stesse azioni vincenti quando la pressione è a mille.
Ed è probabilmente questo l'errore che può rivelarsi più pesante, andare sotto pressione.
Se non reggo lo stress da posizione è perché ho sbagliato la dimensione dell'ordine. Ognuno di noi ha un punto di rottura, se questo viene superato non resistiamo all'impulso e cambiamo le cose per difenderci. Aggiungendo altri errori all'errore iniziale.
robbi58
 
Messaggi: 232
Iscritto il: 18/05/2014, 15:42

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda Enthroned » 13/06/2016, 9:49

robbi58 ha scritto:Beh ragazzi, che dire, o il forex è congegnato per spennare i trader retail oppure si perde perché si scontano i limiti psicologici.
O forse, più probabilmente, una loro somma.
Ogni giorno ci si allena, si cerca di migliorare e certamente i risultati migliorano nel tempo, ma sai che in condizioni di forte stress riaffiorano i vecchi schemi, i comportamenti acquisiti e interiorizzati che rendono invincibile il cambiamento. Lo sai, lo capisci, perché a distanza di anni rifai gli stessi identici errori o le stesse azioni vincenti quando la pressione è a mille.
Ed è probabilmente questo l'errore che può rivelarsi più pesante, andare sotto pressione.
Se non reggo lo stress da posizione è perché ho sbagliato la dimensione dell'ordine. Ognuno di noi ha un punto di rottura, se questo viene superato non resistiamo all'impulso e cambiamo le cose per difenderci. Aggiungendo altri errori all'errore iniziale.


Ecco è proprio qui che subentra il lavoro del trader,saper gestire se stessi nelle fasi di stress...
ci si ferma ci si riconsidera e una volta superata la fase si riprende ;)
Tutto in guerra si basa sull'inganno: se il tuo nemico è superiore eludilo, se è irato irritalo, se è di pari forza lotta, altrimenti sparisci e riconsidera...
Avatar utente
Enthroned
 
Messaggi: 186
Iscritto il: 19/09/2014, 19:16

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda riccardo1981 » 12/09/2016, 16:51

Non voglio aprire un altro thread anche perché il titolo di questo mi sembra più che appropriato.

Come gestite i periodi di DD ?

Mi spiego meglio.. io personalmente mi accorgo di lavorare molto meglio riusciendo a gestire nuove posizioni e MM quando il primo trade non va a target come "preventivato" , quindi lavoro meglio se ho delle posizioni in DD.
Logicamente in DD con delle size non esageratamente alte

Grazie
R.
Gli affari si fanno al momento dell'acquisto
Se non sai perdere, lascia perdere
riccardo1981
 
Messaggi: 1995
Iscritto il: 11/05/2014, 13:36

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda TOPPER » 07/10/2016, 21:52

Io se ho del DD, o chiudo o non faccio niente finché la posizione non inizia a guadagnare. Se prendo uno stoploss smetto di lavorare finché non mi sono "dimenticato" della perdita. Se lavoro cercando di recuperare uno stop, faccio danni.
TOPPER
 
Messaggi: 37
Iscritto il: 01/10/2015, 22:39

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda ciglie » 11/10/2016, 16:43

Per me le perdite devono lasciare indifferenti, e così il DD momentaneo....una volta che si sa che sono inevitabili, perché è così, tutto sta nell'avere fiducia nella propria strategia e seguirla come al solito. Quello che non mi lascia indifferente invece è se il conto non si incrementa alla giusta velocità o addirittura dopo tot di tempo è in perdita invece di essere in profitto...ecco allora avendo il fattore tempo come parametro di valutazione essere in DD dopo un mese per esempio incomincerebbe a farmi stare meno sereno, se poi si dovesse ripetere inutile girarci intorno, la strategia non è molto affidabile.
...il mercato non è proprio un posto dove metti dei soldi e serenamente li moltiplichi...
Avatar utente
ciglie
 
Messaggi: 783
Iscritto il: 28/08/2015, 20:10

Re: PSICOLOGIA DEL TRADING

Messaggioda Nightrader » 11/10/2016, 17:51

Lavorando in discrezionale lo subisco aggrappandomi alle regole, ma cerco di non badarci troppo (devo ancora calcolare il DD max di quest'anno).
Sconforto nei periodi negativi e grande euforia quando la equity si impenna, ma cerco di seguire le regole in modo quasi meccanico per costruirmi le mie certezze, sapendo che i periodi di gain sono più forti.
Probabilmente i trader esperti, sui mercati da diversi anni, hanno meno sbalzi di umore.....o forse abbandonano il discrezionale :)
Ogni periodo di drawdown se avviene all'interno di una metodologia che si continuerà ad utilizzare, è un passo importante e una lezione preziosa; il beneficio lo vedi quando subisci un drawdown simile a uno che hai già vissuto e dal quale sei uscito indenne.
Certo se oggi subisci un primo drawdown su una tecnica delle medie mobili che poi abbandoni.......tra un mese lo subisci sui breakout.....poi cambi, e a dicembre lo subisci sui pattern armonici...... ne esci psicologicamente in briciole.....senza nemmeno avere idea di quale sia la strada più idonea da seguire.
Dopo un DD, se la metodologia è valida, probabilmente arriverà il gain tendenzialmente superiore alle perdite, e sia gain che DD vanno visti all'interno di parecchi mesi di operatività costante.


Ultimo appunto sul money management, giorni fa guardavo una equity di quei conti miracolosi che promettono percentuali stratosferiche......a ottobre è in questo momento a un favoloso + 160% "certificato" da myfx (che verrà sventolato a qualche aspirante milionario attualmente povero in canna) peccato che sia un + 160% che parte da un - 90% di settembre, ed è ovvio che se si dimensionano gli ordini in base alla equity in quel momento rischiando un 1% ad esempio, nei momenti di forte drowdawn le perdite diminuiranno in proporzione man mano che il conto scende, mentre per chi usa lottaggio fisso eccessivo......allora si che son dolori, nonostante percentuali incredibili in certi periodi.....e con il + 160% del 10% rimanente della equity iniziale, ci fai ben poco, al prossimo drawdown sai già che scoppierai, al contrario dei traders più accorti che con percentuali a una sola cifra di profitto al mese, probabilmente continueranno a tradare per molto molto tempo guadagnando di più, attraversando indenni periodi più o meno ampi di loss.
"Molte scorciatoie sono la strada più breve per tornare al punto di partenza."
Nightrader
 
Messaggi: 522
Iscritto il: 27/01/2016, 13:16

PrecedenteProssimo

Torna a Fate il vostro bilancio

 


  • Discussioni correlate
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti

cron